Geopolitica senza slogan: uno sguardo d'insieme allo scenario internazionale

26/02/2026



Il Consiglio generale Fnp Lombardia in sessione di studio con la giornalista Marta Ottaviani

“Per trent’anni l’Europa ha vissuto dentro un equilibrio implicito, la Germania era il perno economico di compromesso per restare dentro la casa europea. Il trattato di Maastricht fece nascere la Banca Centrale Europea che garantì stabilità economica e un’economia esportatrice solida. Ci sono stati, però, costi politici rilevanti che hanno portato l’Unione europea ad un contesto geopolitico ostile con una forte dipendenza tecnologica, l’assenza di una difesa comune e la mancanza di politiche sociali” ha affermato Beppe Saronni, segretario regionale FNP Lombardia in apertura del Consiglio generale dedicato ai temi internazionali con un approfondimento sull'odierna situazione geopolitica a cura di Marta Ottaviani, giornalista di Avvenire.

“Dal duopolio rappresentato dagli Stati Uniti D’America e dalla Russia negli anni che precedono il 1989, siamo passati oggi ad un contesto geopolitico pericoloso, complesso, deregolamentato e affollato di stati molto diversi tra loro e in schieramenti non delineati” spiega Marta Ottaviani.

Nella sua relazione, Ottaviani insistendo sull’importanza che l’Europa riprenda terreno e un suo personale protagonismo per non rimanere schiacciata tra Stati Uniti, Russia e Cina, ha ripercorso i principali “driver”, linee guida, per dare una giusta lettura al contesto geopolitico di oggi con una proiezione sul futuro.

“Il primo driver sono di sicuro le materie prime, intese come risorse energetiche e naturali di cui oggi la Cina si è accaparrata circa il 70% attraverso accordi con l’Africa, che resta il continente più ricco da questo punto di vista. Il secondo driver sono le migrazioni. Un tema antico, un diritto e un dato di fatto: si emigra da quando esiste il mondo” sottolinea Ottaviani. “Le persone si spostano per cercare condizioni migliori, scappare dalle guerre, fuggire da contesti climatici invivibili. Eppure, i migranti vengono spesso utilizzati come strumento di pressione politica, un esempio su tutti l’accordo tra Erdogan e l’Unione Europea, e strumentalizzati da diversi capi di governo per ottenere consenso politico”.

Il terzo driver sono le rotte commerciali: “Le rotte sono profondamente cambiate nel tempo con una forte presenza della Cina che ha creato ex novo collegamenti e infrastrutture per rifornirsi di materie prime. Penso, ad esempio, al porto che la Cina ha costruito in Perù, uno dei più grandi progetti nell’ambito della Via della seta. I collegamenti commerciali tra la Cina e il Sud America hanno vissuto una crescita esponenziale negli ultimi decenni, e proprio Pechino si è consolidata come partner primario per gran parte della regione”.

L’ultimo driver, e non per importanza, è la demografia, che, per i dati attuali, preoccupa tanto l’Europa quanto la Cina e gli Stati Uniti. “Nel 2023 l’India ha ufficialmente superato la Cina come paese più popoloso al mondo, con oltre 1,428 miliardi di abitanti. Questo sorpasso, stimato dall'ONU, segna una svolta storica: la popolazione cinese diminuisce, mentre quella indiana crescerà fino al 2060, portando con sé un importante dividendo demografico. Il calo e l’invecchiamento demografico sono due dati che inevitabilmente cambieranno gli equilibri e i pesi degli stati nel contesto globale”.

Il consiglio generale è proseguito poi con le domande e gli interventi dei rappresentanti sindacali e le conclusioni del segretario generale della Fnp Lombardia Sergio Marcelli.