25 novembre, Giornata Internazionale per l'Eliminazione della Violenza sulle Donne

25 novembre, Giornata Internazionale per l'Eliminazione della Violenza sulle Donne

Coordinamento Donne

25/11/2025



Simona Angioletti: "Non voltarsi dall'altra parte significa riconoscere e contrastare sia la violenza fisica che le forme di violenza psicologica come la dipendenza economica"

"Settantotto un numero tristemente noto. Settantaotto donne uccise in Italia dall’inizio dell’anno ad oggi. Mi correggo: 78 femminicidi perché donne uccise sono molte di più, ma 78 sono quelle che sono state uccise in quanto donne, cioè per motivi legati al genere". E' con queste parole che Simona Angioletti, coordinatrice delle Politiche di genere della Fnp Lombardia, ha preso parola in occasione di uno degli eventi territoriali dedicati al 25 novembre, Giornata Internazionale per l'Eliminazione della Violenza sulle Donne. "Settecentotrentasei atti violenti inferti contro i corpi di queste donne tra colpi, pallottole, percosse" ha proseguito. "E mentre pronunciamo questi numeri, qualcosa dentro di noi si ferma. Un brivido ci attraversa la schiena, il cuore si stringe, le parole fanno fatica a uscire. Perché non sono solo numeri: sono corpi, sono volti, sono vite spezzate. E in chi ascolta nasce un misto di dolore, di rabbia, di incredulità. È il corpo che reagisce, è la coscienza che si risveglia. Ogni colpo, ogni numero, ci entra dentro e lascia un segno. Ma proprio da quel segno, da quel sentire che fa male, può nascere qualcosa di diverso: la volontà di non restare indifferenti, di non voltarsi dall’altra parte, di non dimenticare. Settecentotrentasei. È il numero delle volte in cui qualcuno, un uomo, ha deciso di colpire, ferire, annientare, uccidere una donna. Più della metà delle donne uccise nel 2025 conosceva il proprio assassino. Lo aveva amato, aveva fatto progetti di vita, ci aveva vissuto insieme. Un sogno. Un progetto. Con tratti di quotidianità, di fiducia, di intimità. Che si è trasformato in controllo, in paura, in violenza. Fino alla fine". 

Come ogni anno, presso le sedi territoriali della Fnp Lombardia si sono svolti incontri, mostre, dibattiti in occasione di questa giornata che vuole essere un momento collettivo di presa di coscienza sul fenomeno della violenza contro le donne che miete una vittima ogni due giorni e di come la questione vada affrontata in modo serio coltivando un'educazione del rispetto. Negli incontri dedicati a questa giornata è poi stato sollevato a più riprese il tema dell'indipendenza economica delle donne come leva della piena autonomia, realizzazione personale e strumento per contrastare la violenza. "Nel 2025 la Cassazione conferma: il controllo economico sistematico è vera violenza psicologica, alla pari di quella fisica. Oggi in Lombardia – come in tutta Italia – le donne continuano a percepire salari più bassi, interrompere la carriera e versare meno contributi pensionistici" afferma Angioletti. "Sappiamo quanto siano più basse le pensioni delle donne rispetto a quelle degli uomini: oltre il 25% in meno. In Lombardia una donna su tre arriva alla pensione con importi che non le permettono un’autonomia reale: questo non è destino, è una costruzione sociale. Da sindacalista posso dire quanto sia stato frustrante, dopo che il datore di lavoro nega il part-time o orari flessibili delle neo-mamme sono costrette a dimettersi prima dell’anno del bambino per poter percepire NASPI e indennità di preavviso. Una norma che doveva tutelare si trasforma così in un fallimento, un fallimento che paga tutto il paese, perché riduce la presenza femminile nel mondo del lavoro, che attualmente è già 13 punti sotto la media europea.62% delle donne in Italia non sono economicamente indipendenti. Molte donne non hanno nemmeno un conto corrente. La violenza economica è una forma di controllo che non lascia lividi, ma restringe la vita".

In allegato gli Speciali sul 25 novembre.