Il lavoro è cambiato: il tema al centro del consiglio generale della Fnp Lombardia

Il lavoro è cambiato: il tema al centro del consiglio generale della Fnp Lombardia

31/10/2025



L'Italia resta un Paese manifatturiero di rilievo. Tra i primi cinque al mondo. Un tessuto fatto di piccole e medie imprese che eccellono in settori come la meccanica, l'alimentare, la moda e il design, sostenute da una grande capacità di creatività, innovazione e alta qualità dei prodotti. Per parlare di lavoro, come hanno fatto oggi i pensionati della Fnp Lombardia in occasione del loro consiglio generale, non si può tralasciare l'importanza che hanno nel nostro Paese alcuni settori produttivi e non si può non interrogarsi su come interpretare i principali cambiamenti relativi alla demografia, alla digitalizzazione e alle diverse aspettative dei lavoratori di oggi rispetto al mondo del lavoro. Su questi e altri spunti si sono confrontati Alem Gracic, segretario generale della Filca Lombardia, Mirko Dolzadelli, segretario generale della Fim Lombardia e Onofrio Rota, segretario nazionale della Fai nazionale nella tavola rotonda "Il lavoro è cambiato: diritti, tutele e nuove sfide per i pensionati" moderata dal giornalista Mauro Cereda.

"Abbiamo deciso di parlare di lavoro e di interrogarci su questo tema come federazione dei pensionati, perchè ogni giorno viviamo e accogliamo lavoratori nelle sedi della Cisl. Abbiamo il dovere di conoscere quel mondo, capire cosa vivono e dove lavorano i nostri iscritti e le persone che si rivolgono a noi. Le nostre città, i contesti in cui viviamo sono attraversati da grandi cambiamenti: da quelli tecnologici a quelli ambientali ai mutamenti demografici delle nostre comunità. Non possiamo restare indifferenti. Dobbiamo capire, conoscere e fare quello che è nelle nostre possibilità e responsabilità" ha spiegato in apertura Sergio Marcelli, segretario generale della Fnp Lombardia.

Se da un lato è vero che i giovani laureati che cercano lavoro non guardano con grande interesse la "fabbrica", è innegabile che il termine fabbrica, oggi più che mai, vuol dire molte cose. "Il tessuto produttivo della Lombardia resta di piccole medie imprese, ma c'è comunque una narrazione distorta di quello che oggi è il mondo metalmeccanico, che comprende, per altro, l'agroindustria, l'elettronica e la meccanica" dice Mirko Dolzadelli, segretario generale della Fim Lombardia. "Oggi ci sono delle eccellenze produttive, con grandi livelli di automazione per cui sono richieste competenze di un certo livello e molto specifiche. L'intelligenza artificiale può essere una sfida da accogliere dando risposte sul piano delle nuove competenze da acquisire e investendo in formazione. Come sindacato dobbiamo poi tenere conto anche di un altro aspetto: i giovani lavoratori non chiedono più solo aumenti salariali. Chiedono più tempo, chiedono spazi di vita oltre il lavoro, chiedono flessibilità di orario e di condizioni. Il nostro compito è prenderci in carico il lavoratore come persona, con tutti i suoi bisogni".

Nel settore edile, il tema del lavoro viene affrontato da diversi punti di vista: la velocità di com'è cambiato, il tessuto dei lavoratori, per lo più stranieri, e i nuovi modi di reclutamento al lavoro, spesso e volentieri tramite chat di whatsapp. "Il nostro è un settore che cambia in modo velocissimo" dice Alem Gracic, segretario della Filca Lombardia. "Accanto al mondo dei grandi appalti, c'è tutta una percentuale di piccoli e medi cantieri con agenzie interinali finte che gestiscono in proprio i lavoratori nel circuito del caporalato. Poi c'è il tema dei lavoratori, per lo più stranieri, provenienti dalla Romania, dall'Egitto, dal Marocco. Vogliono sapere quanto dura il cantiere, di quanto è la paga e se possono lavorare anche tredici ore al giorno, magari sette giorni su sette. L'obiettivo è condividere le spese di un appartamento, spesso affittato al doppio o al triplo del prezzo di valore, e condiviso con molte persone. Guadagnare e risparmiare soldi serve per pagare il viaggio in Italia ad un parente, ripianare un debito, aiutare la famiglia. E' un mondo complesso da tutelare e da rappresentare". Rispetto all'impatto dell'intelligenza artificiale in questo settore, l'aspettativa, per alcuni aspetti, è positiva: "Investire in alta tecnologia e in intelligenza artificiale in edilizia, potrebbe contribuire a ridurre la piaga degli incidenti e delle morti sul lavoro nei cantieri".

Il tema della manodopera straniera ritorna in pieno parlando di agroalimentare: "Ogni anno come Fai Cisl presentiamo il rapporto "Made in Immigritaly" che racconta, attraverso i dati, come le eccellenze del nostro Paese, dalla carne, ai vini ai formaggi, oggi siano ancora motivo di vanto della qualità dell'Italia nel mondo, grazie alla manodopera straniera.  Questo studio mette in luce il contributo fondamentale di questi lavoratori, ma evidenzia anche problemi come lo sfruttamento e il caporalato" afferma Onofrio Rota, segretario generale della Fai nazionale. E rispetto all'Intelligenza artificiale, come sfida per il settore, Rota aggiunge: "Bisogna affrontare il tema con "intelligenza relazionale". Ogni cambiamento fa' paura; è stato così dalla prima rivoluzione industriale. Bisogna prepararsi e, come sindacato, investire sulle nuove competenze da fornire ai lavoratori. Siamo un paese manifatturiero, sarà importante puntare su quei settori con una marginalità alta".

Nelle sue conclusioni Enzo Mesagna, segretario regionale della Cisl Lombardia con delega ai temi del lavoro, ha fatto un focus sulla Lombardia: "I livelli occupazionali oggi sono migliorati e i dati parlano di ripresa. Bisogna tuttavia leggere il contesto con attenzione: Tra le sei e le sette assunzioni su dieci avvengono oggi nel settore dei servizi che si contraddistingue per precarietà e livelli salariali bassi. Accanto al tema delle nuove tecnologie coabita questo mondo del lavoro di cui bisogna prendersi in carico con rinnovata responsabilità".