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09/10/2026
Sindacato, imprese e istituzioni a confronto per promuovere formazione, diritti e inclusione lavorativa
Il lavoro come strumento di integrazione, crescita e partecipazione alla comunità. È questo il tema al centro del convegno “Lavoro volano di integrazione. Dalle buone prassi a una nuova agenda per la Lombardia”, promosso da FNP CISL Lombardia insieme a CISL Lombardia e ANOLF Lombardia, questa mattina all’Auditorium Don Bosco di Milano.
Un’occasione di confronto tra sindacato, imprese e realtà del territorio per condividere esperienze e proposte concrete, superando un dibattito sull’immigrazione spesso limitato alla contrapposizione tra accoglienza e rifiuto.
“Il lavoro rappresenta la principale porta d’ingresso nella società, ma l’integrazione richiede anche casa, diritti, relazioni e possibilità di crescita. Il rischio, altrimenti, è che le persone migranti restino confinate nelle mansioni più basse, senza opportunità di migliorare la propria condizione” ha spiegato nell’introduzione Maurizio Bove, Presidente di Anolf Lombardia. Da qui la necessità di creare reti tra sindacato, imprese, terzo settore e istituzioni, investendo nella formazione e in canali di ingresso regolari e qualificati. L’obiettivo, ha evidenziato, è “non limitarci a lavorare per i migranti, ma lavorare insieme a loro”.
Il segretario generale della FNP CISL Lombardia, Sergio Marcelli, ha richiamato il legame tra immigrazione, lavoro e invecchiamento della popolazione. “Abbiamo un estremo bisogno di giovani”, ha affermato, ricordando che un Paese che fonda il proprio sistema pensionistico sul lavoro non può ignorare le trasformazioni demografiche. “Oggi non vogliamo fare una conversazione su accoglienza sì o no. È un dibattito banale e inutile. Vogliamo di più”. Al centro, quindi, le soluzioni concrete: dalla gestione dei flussi alla formazione linguistica, civica e professionale, anche attraverso esperienze di cooperazione con Paesi di origine come il Senegal.
Nicola Pasini, segretario generale della Fondazione ISMU, ha evidenziato le opportunità e le difficoltà dell’integrazione in una società attraversata da paure e resistenze. “Lombardia e Milano possono rappresentare un laboratorio per trasformare l’integrazione lavorativa in inclusione sociale, affrontando anche questioni fondamentali come casa, welfare, sanità e istruzione. La scuola, in particolare, è uno spazio decisivo per costruire una cittadinanza fondata sulla lingua, sulle relazioni e sulla condivisione di valori” ha affermato Pasini ripercorrendo anche il recente dibattito che si è sviluppato a livello politico rispetto al tetto del 30% di studenti stranieri nelle aule.
Il convegno ha dato spazio anche alle esperienze dirette. Luca Fiorin, CEO di AGF Printing Solutions, ha raccontato il valore dei progetti che mettono in rete imprese e terzo settore. El Hiba Abdelaziz, delegato FEMCA CISL di Como, ha portato la propria esperienza di cittadino marocchino, laureato in giurisprudenza e arrivato in Italia negli anni Novanta, sottolineando il ruolo del sindacato come luogo di partecipazione e crescita. Mauro Canziani, titolare di Idea Verde, ha contribuito al confronto dal punto di vista imprenditoriale sottolineando come le imprese abbiamo bisogno di manodopera da specializzare.
Toccante la testimonianza di Omar Tapia, ecuadoriano da oltre 25 anni in Italia, che ha raccontato le difficoltà iniziali legate alla lingua, alla ricerca di un alloggio e allo sfruttamento lavorativo, fino all’incontro con il sindacato e alla possibilità di rivendicare i propri diritti. “Come ogni Paese anche l’Italia ha pregi e difetti, però qui ho imparato tante cose, sono cresciuto come persona quindi mi sento grato” ha detto.
Fatima Diol Gaye, tirocinante della FIM CISL dei Laghi, ha invece richiamato l’inverno demografico e la carenza di manodopera in diversi settori produttivi. Il suo percorso sarà dedicato ad analizzare gli ostacoli che ancora impediscono alle persone immigrate una piena inclusione nei luoghi di lavoro e nella società.
La tavola rotonda “Immigrazione e lavoro: quali proposte condivise per la Lombardia?” ha approfondito le buone pratiche dei diversi comparti. Andrea Pastori, direttore di ANCE Lombardia, ha illustrato il ruolo della bilateralità e della formazione in edilizia, dove più di un nuovo ingresso al lavoro su tre riguarda manodopera straniera. Tra le esperienze presentate, percorsi gratuiti di formazione e iniziative che affiancano tirocini e accompagnamento al lavoro per le persone più vulnerabili.
Nel confronto sono intervenuti anche Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio, Alina Candu, Segretario generale di Confindustria Lombardia, Cinzia Tonin Direttore generale di Formaperm monza Brianza Lodi e Daniele Cavalleri, che ha richiamato la presenza dei lavoratori stranieri nelle filiere agroalimentari: circa il 70% degli addetti nella lavorazione delle carni e oltre il 50% nella raccolta di frutta e verdura. Un contributo che richiama anche la pubblicazione Made in Immigritaly, promossa dalla FAI CISL, sul ruolo essenziale dei lavoratori immigrati nelle produzioni agricole e casearie italiane. Alem Gracic, segretario generale della Filca Cisl Lombardia sottolinea le estreme difficoltà di entrare nel nostro paese con percorsi legali e sicuri. La legislazione che ostacola invece di favorire, i lunghi e pericolosi percorsi delle rotte che i giovani, per lo più nordafricani, sono costretti a fare mettendo a repentaglio la loro stessa vita. “Ripartire dal quadro normativo, è questa la priorità sia per far fronte all’accoglienza come tema di umanità e solidarietà sia alle esigenze lavorative che ha un settore come quello edile, oggi per la maggior parte fatto da manodopera straniera”.
Dal confronto è emersa la necessità di trasformare le buone pratiche in una strategia condivisa per la Lombardia, investendo in formazione, regolarità, tutela dei diritti e collaborazione tra tutti gli attori coinvolti. “Perché il lavoro sia davvero un volano di integrazione, non basta offrire un’occupazione: occorre creare le condizioni affinché ogni persona possa crescere, partecipare e sentirsi parte della comunità” ha sottolineato Fabio Nava, segretario generale della Cisl Lombardia nelle sue conclusioni.