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22/05/2026
Informa 1-2026 - Non Autosufficienza e RSA
CASE DI
RIPOSO: COSTI ALLE STELLE PER LE FAMIGLIE. INDAGINE DELLA FNP CISL LOMBARDIA
SULLE 738 STRUTTURE DELLA REGIONE, CHE OSPITANO PIU’ DI 88 MILA PERSONE.
LA RETTA
MEDIA E’ DI 2.312 EURO AL MESE, OLTRE 76 EURO AL GIORNO, MA A MILANO SI PUO’
ARRIVARE A 98. CIRCA 122 MILA LE DOMANDE IN LISTA D’ATTESA. IN CRESCITA I
“SOLVENTI” E LE “MIGRAZIONI” TRA TERRITORI.
Milano.
22.5.26. 2.312 euro: è questo il costo
medio mensile di un posto letto in una delle 738 Residenze sanitarie
assistenziali della Lombardia. Al giorno fanno 76,02 euro, all’anno 27.747,30
(oltre 460 euro in più del 2024) e il trend è in sensibile aumento. Le rette
variano da territorio a territorio perché a decidere i prezzi è il mercato:
così può capitare che in una struttura dell’ATS Montagna (Valcamonica,
Valtellina e Alto Lario) si paghino 60,17 euro al giorno, mentre in una
dell’ATS Città Metropolitana di Milano si arrivi anche a quota 97,85 euro, e
nel caso dei cosiddetti “solventi” anche a103 euro.
La questione
è centrale e, visto l’innalzamento dell’età media, è destinata a diventarlo
sempre di più: su 10.033.918 abitanti nella regione (al 31/12/25) si contano
infatti 2.392.510 over 65enni, fra cui oltre mezzo milione di non
autosufficienti (562.218). A tracciare
il quadro della situazione è un Report realizzato annualmente dalla Fnp, il
sindacato dei pensionati della Cisl, che analizza i dati forniti da Regione
Lombardia, dalle Ats e dalle singole strutture.
Il costo
totale di una degenza si compone di due parti: c’è una quota sanitaria
(tariffa) e una quota sociale o alberghiera (retta). Nei posti letto
“contrattualizzati” (ovvero convenzionati con il sistema pubblico), la Regione
paga la quota sanitaria e l’assistito quella sociale/alberghiera, mentre nei
posti letto “solventi” la spesa è tutta a carico dell’assistito.
“Il problema
è sotto gli occhi di tutti - osserva il segretario generale della Fnp Cisl
Lombardia, Sergio Marcelli –, se consideriamo che il valore medio di una
pensione varia tra 1.300 e 1.400 euro al mese, anche aggiungendo i 550 euro
dell’indennità di accompagnamento si resta ben al di sotto dell’importo della
retta e quindi bisogna attingere ad eventuali risparmi o all’aiuto di congiunti
e parenti. A partire dal periodo post pandemico la Regione ha erogato
contributi per circa 220 milioni di euro annui agli enti gestori delle Rsa, ma
non è intervenuta per sostenere le famiglie che si trovano sempre più in
difficoltà, in un contesto economico già complicato. Con l’assessorato al
Welfare è in atto un confronto su questo tema e l’auspicio è che si possano
concordare presto delle misure finalizzate a contenere le spese a carico
degli utenti”.
Chi non può
permettersi la spesa di una Rsa spesso ricorre ad una badante: in Lombardia,
secondo Assindatcolf e Centro Studi Idos, nel 2028 ne serviranno 153 mila. Ma
l’impatto economico non rappresenta l’unica criticità: chi si trova nella
necessità di ricoverare un anziano ha anche il problema di trovargli un posto
in tempi accettabili. Nel 2025 le domande in lista d’attesa erano 121.830, 8
mila in più del 2024 e 50 mila in più nel triennio (va precisato che si può
fare domanda in diverse strutture). Il picco si raggiunge a Brescia (28.935),
il dato più basso a Pavia (6.956). A Milano siamo a 17.794. In molti casi, tra
la ricerca di un letto libero e di importi più accessibili, le famiglie sono
costrette a portare il proprio caro in altre province, lontane dal luogo di
residenza. Nell’ultimo anno questo fenomeno è cresciuto, come dimostra il
significativo allungamento delle “code” nelle ATS Montagna (+42%) e Valpadana
(+37%). Il tasso di saturazione dei posti è del 98% e il tempo medio di attesa
all’ingresso è di 116 giorni.
Questa
“migrazione” ha anche un forte risvolto emotivo. È, infatti, evidente che se i
famigliari vivono a molti chilometri di distanza, la frequenza delle visite è
destinata a diminuire, accentuando così i problemi di solitudine di cui
soffrono molti anziani.
“Il mondo
delle Rsa è a tutti gli effetti un mercato – afferma la segretaria della
Cisl Lombardia, Roberta Vaia – ma viste le implicazioni sociali che lo
riguardano non può essere gestito solo come tale. Oltre alle notevoli
differenze di costi, ci sono diversità anche nei servizi. Il report ha
evidenziato che ci sono strutture che nella retta includono prestazioni importanti che altrove vengono
fatte pagare, aumentando ulteriormente i costi per le famiglie. Sarebbe
auspicabile giungere ad una maggiore uniformità, definendo una tipologia di
servizi che devono essere garantiti per tutti gli ospiti delle Rsa accreditate.
È anche questa una questione di equità e giustizia”.
L’81% delle
strutture analizzate garantisce un servizio di lavanderia e stireria, il 47%
prevede il parrucchiere, il 36% il podologo, mentre appena il 21% il trasporto.
Un altro tema
emergente in Lombardia è quello delle persone affette da Alzheimer. Nella
regione le persone con diagnosi di questa patologia o di demenza sono 33.254. I
posti dedicati stanno aumentando: nel 2025 si contano 195 Nuclei Alzheimer con
4.910 letti e il trend è in aumento con 330 in più rispetto al 2024, ma il
fabbisogno è molto superiore.
Il Report è
ricco anche di altri numeri, con focus sulle 8 ATS in cui è suddiviso il
territorio. Delle 738 Rsa attive in Lombardia (+9 sul 2024 e +72 rispetto a 10
anni fa) 701 sono private (95%) e 37 pubbliche (5%). Tra le realtà private, 311
hanno la natura giuridica di fondazione, 104 di cooperativa sociale.
Nei territori
più piccoli si concentra il maggior numero di posti letto per ogni cento over
65enni: la media regionale è del 2,85% (2.33% in Italia), superata nelle ATS
Pavia (4,67%), Valpadana (4,22%) e Montagna (3,92%).
I posti letto
autorizzati sono 68.817, di questi 57.440 sono anche “contrattualizzati” e 10.541 solo solventi. Nel tempo sono
diminuiti i posti contrattualizzati e aumentati quelli solventi (+3 mila circa
negli ultimi 5 anni). Ci sono strutture totalmente solventi dove le rette
giornaliere superano i 200 euro giornalieri.
Gli assistiti
totali nel 2025 sono stati 88.456. L’età media all’ingresso nella Rsa è di 85,5
anni. Secondo gli ultimi dati disponibili il tasso di mortalità nei primi 30
giorni dal ricovero è dell’8%. Il sistema delle Rsa lombarde occupa 68.183
lavoratori e lavoratrici.
L’offerta di
assistenza sociosanitaria non si esaurisce però con le sole Rsa, in Lombardia
sono infatti attivi 142 alloggi protetti per gli anziani, 63 centri diurni, 156
comunità alloggio sociale, 305 centri diurni integrati, 185 comunità
sociosanitarie e 73 hospice.
In allegato
il pdf completo del Report.