Vaccino Astrazeneca solo a chi ha più di 60 anni. Cambiano le date per il richiamo 

Vaccino Astrazeneca solo a chi ha più di 60 anni. Cambiano le date per il richiamo 

Sanità

13/06/2021



La circolare ministeriale accolta dalla Regione: non cambia nulla nelle prenotazioni per gli over 60, mentre gli appuntamenti delle seconde dosi subiscono variazioni per i più giovani 

Il vaccino Astrazeneca, d’ora in poi, sarà somministrato solo alle persone sopra i 60 anni
Regione Lombardia ha recepito la circolare del ministero della Salute che, visti gli ultimi casi di tromboembolia in soggetti giovani, ha stabilito una diversa distribuzione dei vaccini a seconda della fascia di età. I cittadini sopra i 60 anni potranno ricevere un vaccino Astrazeneca o uno delle altre tipologie, in prima e seconda dose. Per loro, dunque, la programmazione già avviata non cambia e non cambiano gli appuntamenti già fissati. 

Chi, invece, ha meno di 60 anni e ha ricevuto la prima dose di vaccino Astrazeneca nei giorni o nelle settimane scorse, si vedrà annullata la prenotazione della seconda dose e sarà poi vaccinato, secondo una nuova programmazione, con una seconda dose Pfizer o Moderna.
La nota regionale scrive: 

“La riorganizzazione del programma vaccinale avverrà negli stretti tempi necessari sulla base delle dosi di vaccino disponibili”.

Vaccino Astrazeneca solo a chi ha più di 60 anni: i rischi superano i benefici 

Le motivazioni della circolare ministeriale fanno leva sul fatto che tra i casi più gravi di eventi avversi dopo il vaccino Astrazeneca, le trombosi, si sono verificati in persone sotto i 60 anni e sono più probabili nei soggetti più giovani. Visto il calo dei contagi e la minor probabilità, per le fasce di età tra i 18 e i 60 anni, di incorrere nelle forme più gravi del Covid-19, in questo caso i rischi del vaccino sono considerati più alti rispetto a quelli della malattia. 

Non è così per gli over 60, perché, se si ammalano di Covid-19, hanno una maggiore probabilità di subire le complicanze più spiacevoli. Per i più maturi il vaccino Astrazeneca non rappresenta un rischio e, ricordano gli studi, la seconda dose ha in genere un impatto minore nella prima, quanto a eventi avversi. 

La circolare ministeriale ha infine dato il via libera alla somministrazione eterologa, cioè ai casi in cui la prima dose avviene con un vaccino e la seconda con un’altra tipologia. 

Nel documento si leggono i dati del Cdc, Centers for Disease Control and Prevention, i quali 

“al momento della ripresa della campagna negli USA riportavano 7 eventi per milione nelle donne di età compresa tra 18 e 49 anni e un tasso di 0,9 per milione di vaccinazioni tra le donne di età pari o superiore a 50 anni. Per le donne dai 50 anni in su e per gli uomini di tutte le età, l'evento avverso è ancora più raro”.