Mario Draghi: cruciale vaccinare prima i nostri concittadini anziani e fragili

Mario Draghi: cruciale vaccinare prima i nostri concittadini anziani e fragili

Sanità

24/03/2021



Nelle comunicazioni al Senato in vista al Consiglio europeo, il premier sottolinea che ci sono differenti regionali da colmare nel procedere del piano vaccini 

Mario Draghi ha definito cruciale vaccinare prima gli anziani e i fragili che più hanno da temere per le conseguenze del virus. Nel corso delle comunicazioni al Senato in vista al Consiglio europeo, questa mattina, mercoledì 24 marzo, il presidente del Consiglio dei ministri ha ricordato i risultati finora ottenuti con la vaccinazione anti Covid, ma ha detto anche che bisogna lavorare per rendere più omogenea la campagna vaccinale nelle regioni.
Draghi ha ricordato che l’86% degli ospiti nelle residenze sanitarie assistenziali ha già ricevuto una dose di vaccino e oltre due terzi ha completato il ciclo vaccinale. Diversa è la situazione degli anziani che non sono ricoverati nelle Rsa: 

“Per quanto riguarda la copertura vaccinale di coloro che hanno più di 80 anni, persistono purtroppo importanti differenze regionali, che sono molto difficili da accettare. Mentre alcune Regioni seguono le disposizioni del Ministero della Salute, altre trascurano i loro anziani in favore di gruppi che vantano priorità probabilmente in base a qualche loro forza contrattuale. Dobbiamo essere uniti nell’uscita dalla pandemia come lo siamo stati soffrendo, insieme, nei mesi precedenti". 

Mario Draghi ricorda di attenersi al piano vaccinale 

Tutte le regioni devono attenersi alle priorità indicate dal ministero della Salute, ha ricordato Draghi.
Il nuovo piano vaccinale, presentato il giorno 11 marzo, conferma che il criterio principale per programmare la somministrazione delle dosi deve essere l’età anagrafica. 
Oggi molti quotidiani riportano in prima pagina la questione degli over 80 che non sono ancora stati vaccinati, in modo particolare in Lombardia. 
Le difficoltà del piano vaccinale registrate nella regione che, tra l’altro, ha visto sin dall’inizio della pandemia il numero più alto di vittime, sono pure al centro dell’attenzione degli organi di stampa: da diversi giorni su Repubblica, Corriere della sera, Il Fatto quotidiano. 

Il vaccino anti Covid in Lombardia 

Emilio Didonè, segretario generale Fnp Lombardia, ha commentato gli ultimi sviluppi della campagna vaccinale in Lombardia con questi tweet

“#vaccini ieri 551 morti età media oltre i 75 anni, non è cambiato molto rispetto alle ondate precedenti! E dopo aver vaccinati caste, lobbies, amici degli amici si dovrebbe tornare alle fasce d’età! Meglio tardi che mai, ma quanti anziani sono morti per queste scelte politiche?”. 

In merito alla notizia, data da Regione Lombardia, della scelta di chiamare gli over 80 al telefono per le vaccinazioni: 

“#vaccini È anni che compiliamo moduli con dati personali dappertutto. Sarebbe il caso di usarli, quando serve, invece di complicare la vita ai noi cittadini e famiglie. Quanto tempo si è perso, bastava una semplice telefonata che salva la vita”.

Ieri, 23 marzo, Regione Lombardia ha detto che prevede di  concludere la vaccinazione degli over 80 dopo Pasqua, nei giorni immediatamente successivi alle festività.