Sindacato dei pensionati: sui vaccini il sistema in Lombardia è andato in tilt 

Sindacato dei pensionati: sui vaccini il sistema in Lombardia è andato in tilt 

Sanità

22/03/2021



Didonè: inaccettabile pressapochismo. La campagna vaccinale sia organizzata dal Governo

Sindacato dei pensionati Cisl Lombardia ha diffuso oggi, lunedì 22 marzo, un comunicato stampa che esprime sconcerto e costernazione per gli ultimi sviluppi della campagna vaccinale anti-Covid nella regione.
Emilio Didonè, segretario generale Fnp Cisl Lombardia fatica a credere quanto succede: 

“Non possiamo credere che la nostra regione sia stata ridotta così. Dopo il flop delle vaccinazioni antinfluenzali, dopo le dimissioni a raffica di Cajazzo, Gallera e Trivelli, dopo l'arrivo di Bertolaso, Pavesi e Moratti con annunci di miracoli irrealizzabili, continua a regnare sovrano il caos”. 

Oltre al forte ritardo sulla campagna vaccinazione over80 è andato in tilt anche il sistema di prenotazione  messo in piedi da palazzo Lombardia. La gestione dell’emergenza da parte della Giunta Fontana continua ogni giorno a fornire elementi di polemica e malcontento.Si chiede Didonè:

“Come fa la Regione che rappresenta l’eccellenza di professionalità in campo sanitario a essere finita in fondo alle classifiche nazionali nella campagna vaccinale?  Se il virus colpisce allo stesso modo in tutti i paesi, come si spiegano i numeri di contagi e di mortalità tra i più alti al mondo? 
Ci sono anziani che hanno ricevuto sms nella notte e non hanno avuto modo di organizzarsi. Altri che hanno dovuto coinvolgere figli e nipoti per farsi accompagnare a più di 50 chilometri di distanza.  Altri ancora che si sono presentati tutti alla stessa ora con resse e assembramenti. E altri in stato d'ansia che stanno aspettando da 30 giorni l'appuntamento promesso in 72 ore”. 

Sindacato dei pensionati: i casi di Cremona e Como sono il colmo

Il sindacato ricorda le recenti situazioni di Cremona, Como e Brianza: vaccini pronti senza pazienti, perché i messaggi con le prenotazioni non sono partiti; anziani chiamati a farsi vaccinare a diverse decine di chilometri da casa, ritardi nelle chiamate. Si sta assistendo ad un errore dopo l'altro. 
Continua Didonè:

"Questa campagna vaccinale era partita con l'obiettivo prioritario di fare tutto il possibile per evitare che si ammalassero i più deboli, gli anziani a rischio che vanno ad occupare letti in terapia intensiva negli ospedali. Quindi gli scienziati, non il sindacato dei pensionati, hanno sentenziato che, per diminuire la mortalità, occorre vaccinare una quota maggioritaria di anziani e persone più a rischio nel più breve tempo possibile. E invece si è fatto tutt'altro, non solo in Lombardia ma anche in tante altre regioni. Lo abbiamo denunciato da giorni, ma non siamo stati ascoltati.

Fnp Cisl Lombardia trova eticamente incomprensibile e intollerabile che la gran parte di grandi anziani, con un rischio di mortalità altissimo, non sia ancora stata vaccinata.
Osserva, tra l'altro, che in ogni regione si è fatto a gara per vaccinare caste e lobby di avvocati, magistrati, giornalisti, amministrativi dei palazzi e docenti universitari, la gran parte dei quali non vede un solo studente da mesi.
Non è una rimostranza di categoria, nè scontro generazionale, ma, dice Didonè:

"confessiamo il nostro disagio quando un giovane sanissimo di 30/40 anni ha avuto accesso al vaccino in tempi rapidissimi, mentre chi è a rischio di morire è ancora in attesa di sms per appuntamento”. 

La campagna vaccinale anti-Covid sia gestita dal Governo 

Sindacato dei pensionati Cisl Lombardia chiede che ci sia un più forte coordinamento centrale sulla campagna vaccini. Serve una gestione affidata al Governo: 

“Basta pressapochismo e fai da te. Per non perdere altro tempo prezioso è giunto il momento che il governo prenda in mano la situazione nel paese, che il servizio sanitario, che si chiama ancora nazionale, intervenga in Lombardia e in tutte le altre regioni che si sono dimostrate incapaci di gestire questa pandemia. Serve un radicale cambio di passo a partire dalla sostituzione dei nominati di appartenenza politica con persone competenti e preparate, che magari non hanno santi in paradiso, e di cui le nostre università sono piene”.