Didonè: le morti silenziose dei nostri anziani non diventino un capro espiatorio

Didonè: le morti silenziose dei nostri anziani non diventino un capro espiatorio

Welfare

29/04/2020



La riflessione del segretario generale del sindacato dei pensionati Cisl Lombardia. La pandemia un'occasione per cambiare sistema

Emilio Didonè, segretario generale di Fnp Cisl Lombardia, commenta quanto accaduto nelle Rsa a causa del contagio da Covid 19. La pandemia ha messo in luce le debolezze di un sistema, sanitario e di welfare, che non è più adeguato ai bisogni delle persone. Scrive Didonè: 

"Il 17 marzo la Fnp Cisl ha denunciato, unitariamente con i sindacati pensionati di Cgli e Uil, la forte preoccupazione per la decisione della regione Lombardia di individuare anche le Rsa case di riposo per anziani come strutture ospitalità di pazienti Covid 19 dimessi dalle strutture ospedaliere.  

Era inopportuno e irragionevole il solo pensare di mettere in sicurezza gli ammalati del Covid 19 dimessi dagli ospedali dentro le Rsa in presenza di altri ospiti anziani, senza rischiare di mettere a repentaglio la salute di questi anziani già provati per le patologie croniche di cui spesso soffrono.  (…) Purtroppo i fatti ci hanno dato ragione.   La situazione delle Rsa per anziani si è fatta sempre più grave, con i sindacati pensionati che hanno continuato a fare pressione sulle Istituzioni competenti e Prefetture in tutta la Lombardia per ottenere interventi urgenti, che interrompessero quella che è ormai si stava rivelando come una vera e propria decimazione di una generazione

Va ripensato il ruolo delle Rsa 

Scrive Emilio Didonè che va ripensato il ruolo delle Rsa, che spesso non sono solo residenze per ospiti anziani soli, ma veri presidi sanitari. Quindi vanno gestiti come tali, con altre logiche, con personale più formato e adeguato nei numeri.  L'invecchiamento progressivo della popolazione richiede un nuovo modello socio sanitario assistenziale e organizzativo che affronti la vecchiaia e la non autosufficienza in tutta la sua complessità. Serve un sistema più adeguato alle richieste di salute e assistenza dei grandi vecchi fragili, non autosufficienti e con più malattie croniche, che saranno sempre più numerosi.  

Di fronte ai casi drammatici di questi giorni, diventa necessario, per il futuro, dare una direzione diversa al sistema sanitario e di welfare. Dice Didoné: 

"Vogliamo incominciare a discutere seriamente di livelli essenziali di assistenza standard a livello nazionale, di sistemi puntuali di verifica e valutazione omogenei, di ruolo, di compiti, di servizi che una Rsa deve avere per essere autorizzata? Distribuzione territoriale (aree metropolitane comprese) - dimensionamento con quanti posti letti, moduli, servizi e spazi – attrezzature, presidi e tecnologie adeguate per assistenza e riabilitazione - dotazioni organiche - figure professionali, ruoli e responsabilità - modelli organizzativi e sistemi di cura assistenza riabilitazione - controlli e verifiche. Tutti elementi che dovrebbero essere prioritari, fondamentali, imprescindibili, normali prima di qualsiasi autorizzazione e/o accreditamento".  

(…)

"Auspichiamo che questi mesi di blocco forzato delle attività abbia portato tutti a riflettere. L'emergenza ha messo in luce tutte le debolezze di un modello da rivedere. Dal sostegno pubblico e accreditamento, al reclutamento e formazione degli operatori sociosanitari che hanno diritto a una giusta considerazione. Dopo questa tragica esperienza la politica, la società civile dovrà avere il coraggio di mettere al primo posto i bisogni e la dignità delle persone, con il tema “vecchiaia e non autosufficienza” tra le priorità della sua agenda".  

Milano, 29 aprile 2020 Emilio Didonè - segreteria Fnp Cisl pensionati Lombardia

 

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