Sindacati e Governo, il tavolo di confronto sulla previdenza continua

Sindacati e Governo, il tavolo di confronto sulla previdenza continua

Previdenza

11/02/2020



L’incontro di ieri, 10 febbraio, il quarto in calendario, ha visto le richieste di una maggiore flessibilità in uscita e di misure ad hoc per le pensioni femminili

Sindacati e Governo si sono confrontati di nuovo sulle questioni della previdenza ieri, lunedì 10 febbraio. Il terzo incontro, previsto in calendario, si è svolto tra i rappresentanti Cgil Cisl Uil, il capo di gabinetto del ministero del Lavoro, dirigenti del dicastero, rappresentanti Inps e del ministero dell'Economia e delle Finanze.
Per la Cisl erano presenti Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto e Ignazio Ganga, segretario Confederale Cisl.

Cisl ha ribadito la richiesta di un sistema flessibile nel quale le persone possano andare in pensione a partire da 62 anni. Ha detto Sbarra:

“Non ammettiamo scambi sul ricalcolo contributivo: si tratterebbe di un drenaggio sociale insostenibile per milioni di lavoratori e famiglie. Per il sindacato bisogna affermare il principio che 41 anni di contributi a prescindere dall'età bastino per godersi il diritto alla pensione”.

Sindacati e Governo: evitare lo scalone dopo Quota 100

I sindacati considerano importanti le misure che danno ai lavoratori più opzioni per andare in pensione, in misura di esigenze diverse: come per l'Ape sociale, che per Cisl deve diventare strutturale, o nel caso dell'occupazione femminile. Le pensioni delle donne lavoratrici sono spesso penalizzate da un percorso professionale discontinuo, dovuto a interruzioni per maternità e disoccupazione: Cisl ha proposto di riconoscere una compensazione di un anno di anticipo per figlio, rispetto all'età pensionabile.

C'è poi il problema di Quota 100: in conferenza stampa, Sbarra ha parlato dello “scalone”, il salto che si verrebbe a creare, dopo il 2021, quando si concluderà Quota 100 e per molti pensionati torneranno valide le regole della normativa precedente. Cisl chiede di strutturare un meccanismo che gestisca in modo equilibrato la fine di Quota 100.

Il dialogo tra Cgil Cisl e Uil e ministero del Lavoro

Cisl ha chiesto l'urgente convocazione delle commissioni di studio per i lavori gravosi e per l'analisi della ella spesa previdenziale e assistenziale. Ha anche sollecitato siano resi disponibili i dati relativi alle platee di riferimento, le ipotesi dei costi previdenziali e ogni elemento utile ad agevolare il negoziato.

Sbarra ha precisato che

“Il nodo delle risorse si deve sciogliere tenendo presente l'enorme risparmio garantito dalle riforme pensionistiche fino ad oggi. Secondo la Corte dei Conti la sola riforma del 2007 ha permesso una riduzione della spesa pubblica pari a un punto di Pil l'anno. A questo va aggiunto il risparmio determinato dalla Legge Fornero, valutato in circa 80 miliardi. Chiediamo ancora che tutti i risparmi determinati da Quota 100, Precoci, Ape Sociale e dal recupero dell'evasione contributiva siano reinvestiti sul versante della nuova riforma pensionistica”.

Il prossimo incontro tra sindacati e governo è previsto il prossimo 19 febbraio e avrà come tema la previdenza complementare.

Leggi il comunicato Cisl