#noiCISLsiamo: la prima mattinata di lavori della Conferenza nazionale organizzativa

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09/07/2019



All’Auditorium del Massimo l’evento si è aperto questa mattina con gli interventi di Annamaria Furlan e Giorgio Graziani. Hanno partecipato: Nicola Zingaretti, Maurizio Landini, Carmelo Barbagallo

 

#noiCISlsiamo, la Conferenza nazionale organizzativa della Cisl, è iniziata questa mattina a Roma nella prima giornata di lavori e si concluderà giovedì 11 luglio. Auditorium del Massimo gremito, grande attesa e grande partecipazione per l'evento che ha avuto e avrà, nei prossimi giorni, una diretta Facebook e si contraddistingue per l'hastag #noiCISLsiamo, già molto presente sui canali Twitter.
Dopo l'Inno di Mameli e la lettura di un saluto introduttivo firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è stato il video documento Dignità minima, a cura di Labor Tv, a introdurre i temi del convegno: giovani, periferie, lavoro, in un contesto allarmante nel quale coesistono periferie degradate ed emarginazione.
Alle immagini del video si è ispirata Annamaria Furlan, segretario generale Cisl, per ricordare le priorità del sindacato oggi. In un'epoca in cui cambiano radicalmente i paradigmi di riferimento, in Italia e nel panorama internazionale, il sindacato è chiamato a un rinnovato impegno sul territorio.

#noiCISlsiamo, ripartire dalle periferie

Furlan ha ribadito l'esigenza di un sindacato di prossimità che si faccia sentire laddove i bisogni sono acuti, nelle periferie “esistenziali”, nei luoghi dove è necessario ridare dignità e speranza alle persone. Il presente e il futuro del sindacato si fondano sull'attività che Giorgio Graziani, segretario organizzativo Cisl, ha definito di “prima linea”, chiamando in causa la responsabilità di tutti e chiedendo la valorizzazione dell'intelligenza collettiva in Cisl.
Un sindacato che, ha ricordato, secondo i dati del 2018 conta 4.050.680 iscritti, 1.763 sedi, 67 Unioni sindacali territoriali (Ust), 20 Unioni sindacali regionali (Usr) e 16 Federazioni di categoria.

Gli interventi di Zingaretti, Landini, Barbagallo

Hanno portato i loro saluti alla conferenza Nicola Zingaretti, presidente Regione Lazio, Maurizio Landini, segretario generale Cgil e Carmelo Barbagallo, segretario generale Uil.
Zingaretti ha iniziato il discorso partendo dall'articolo 3 della Costituzione:

“…la Repubblica rimuove gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.

Per Zingaretti è necessario partire dalle diseguaglianze e da un lavoro per ridurle, contrastando una cultura dell'odio e dell'esclusione.
Gli interventi di Landini e Barbagallo hanno ricordato la necessità di continuare sul fronte delle battaglie comuni delle sigle sindacali.
Per Landini, è importante comprendere un mercato del lavoro sempre più precario, frammentato, nel quale crescenti fasce di persone lavorano senza diritti. Carmelo Barbagallo ha ricordato che, in un contesto che cambia, anche l'attività del sindacato deve rinnovarsi.

Sindacato, presente e futuro. Le questioni sul tavolo

Nessuno si libera da solo. Con una citazione di don Andrea Gallo, Maurizio Landini ha messo l'accento sul ruolo e la necessità del sindacato come forza sociale, ma già Annamaria Furlan aveva ricordato i nuovi problemi oggi sul tavolo: si chiamano periferie, disoccupazione, lavoro povero, diseguaglianze crescenti e necessità di diritti e dignità per tutti, in ogni fase della vita. Carmelo Barbagallo ha rilevato le future conseguenze di un paese con una sempre più numerosa fetta di persone anziane.

In modo unanime, è emersa la convinzione che i diritti e i bisogni vanno tutelati tutti: dei giovani, dei meno giovani, di chi è alla ricerca di un lavoro, di chi fa un lavoro malpagato, degli italiani e degli stranieri e di chi ha lavorato e ha dato già il suo contributo al paese, i pensionati.