Bergamo, presidi del sindacato il 20 e il 21 maggio per difendere le pensioni

Bergamo, presidi del sindacato il 20 e il 21 maggio per difendere le pensioni

Fnp Cisl Bergamo

19/05/2019



In via San Giovanni Bosco (zona Malpensata) e in via XX settembre (zona piazza Pontida).

 

Fnp Cisl Bergamo organizza due presidi, lunedì 20 e martedì 21 maggio, per informare i cittadini sulle ragioni della manifestazione del 1 giugno a Roma e per raccogliere le firme sulla richiesta di estensione del reddito di cittadinanza ai senza fissa dimora. 

I sindacati dei pensionati sono pronti a scendere in piazza. FNP CISL, SPI CGIL , UILP UIL hanno infatti indetto una manifestazione unitaria che si terrà l'1 giugno in Piazza San Giovanni a Roma. “Dateci retta”, lo slogan dell'iniziativa, chiede che il governo ascolti i pensionati e, tra le tante richieste, rivaluti le pensioni che da aprile sono state ridotte.

“È stata la totale mancanza di attenzione da parte del governo verso le ragioni e le esigenze dei pensionati rappresentate nella piattaforma sindacale unitaria a far scattare la protesta – dice Caterina Delasa, segretaria generale FNP CISL Bergamo - , e a far aderire alle nostre richieste migliaia di pensionati”.

I pensionati CISL di Bergamo, per continuare l'azione di informazione nei confronti della cittadinanza, organizzano per lunedì 20 e martedì 21 maggio, dalle 10 alle 14, presidi in via San Giovanni Bosco (zona Malpensata) e in via XX settembre (zona piazza Pontida). Qui verranno allestiti gazebo per distribuire materiale utile a informare sui motivi della mobilitazione unitaria contro le misure messe in atto da questo governo e per la raccolta firme on line mirata a chiedere l'estensione del reddito di cittadinanza per le persone senza fissa dimora.

"Questo governo, anziché procedere alla piena rivalutazione delle pensioni, come previsto dai precedenti accordi, ha di nuovo messo le mani nelle tasche dei pensionati arrivando a descriverli come “avari” semplicemente per aver osato protestare, lo scorso dicembre, contro il taglio della rivalutazione delle pensioni. I pensionati dovranno anche restituire il conguaglio nonostante la richiesta delle OO.SS. di non procedere a tale recupero: e poi - continua Delasa -gli “avari” sarebbero i pensionati!

Nulla è stato previsto sulla sanità, sull'assistenza, sulla non autosufficienza, tutti temi di straordinaria rilevanza per la vita delle persone anziane e delle loro famiglie e che richiederebbero, da parte del governo, ben altra attenzione con interventi concreti e le necessarie risorse.
Nulla neppure sul fronte fiscale: i pensionati italiani continuano a pagare le tasse in misura maggiore rispetto ai lavoratori dipendenti ed ai pensionati di molti altri paesi. Nel frattempo la tanto sbandierata pensione di cittadinanza non basta minimamente ad affrontare realmente il tema sempre più diffuso della povertà”.

“Con un governo così sordo – conclude la sindacalista bergamasca - la mobilitazione è non più rinviabile”.