L’Europa sociale: quale futuro? Economisti e sindacati al convegno a Roma

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15/04/2019



Si è svolto venerdì 12 aprile l’incontro con Jean-Paul Fitoussi e Giulio Sapelli, Luigi Campiglio e Stefano Bartolini. Con Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl

“L'Europa sociale: quale futuro?” è il titolo del convegno che ha riunito, venerdì 12 aprile a Roma, economisti del calibro di Jean-Paul Fitoussi e Giulio Sapelli, Cisl Pensionati e accademici come Luigi Campiglio e Stefano Bartolini.

Importanti i temi trattati, in vista delle elezioni europee del 26 maggio. Gigi Bonfanti, segretario Fnp Cisl, ha iniziato dicendo che

“come sindacato abbiamo il dovere di essere presenti sui territori per far capire a tutti quanto sia importante andare a votare, se vogliamo davvero parlare di democrazia.

Anche noi, come molti, non siamo contenti di questa Europa ma, a differenza di altri, abbiamo sempre cercato di proporre soluzioni piuttosto che fare leva sugli errori di questi anni. Credo sia arrivato il momento di cominciare a lavorare per realizzare un'Europa dove i sistemi fiscali non siano concorrenti, un'Europa che abbia una politica estera unica, un'Europa in cui ci siano diritti uguali per tutti i lavoratori e pensionati, un'Europa che contempli la diminuzione delle disuguaglianze."

Per Giulio Sapelli, "l'Europa, se davvero vuole continuare ad esistere, deve darsi un cambiamento importante perché un'Europa così come quella attuale non ha futuro."

Stefano Bartolini, professore di Economia politica all'Università di Siena, ha sottolineato l'importanza ancora fondamentale del sindacato per la nostra società: "Un sindacato che deve farsi promotore del cambiamento senza aspettare le decisioni della politica in quanto rappresentante dei diritti di tutti, lavoratori e pensionati, ma che per fare ciò deve abbandonare la sua vecchia impostazione."

Luigi Campiglio, professore di Politica Economica all'Università Cattolica di Milano, ha rimarcato quello che dovrebbe essere il tratto distintivo della nostra Europa: la solidarietà tra i Paesi europei che, al contrario, nei nostri tempi registrano solo una forte competizione che non porta alcun vantaggio a nessuno.

Jean-Paul Fitoussi ha detto di essere contento di partecipare ad un incontro organizzato dal sindacato “perché il sindacato rappresenta la pietra miliare della nostra democrazia. Parlare di sociale rappresenta il punto di partenza per qualunque istituzione che si voglia dire vicina ai bisogni dei popoli. È proprio questo ciò di cui abbiamo bisogno: un'Europa che sia vicina alle persone più fragili, che garantisca la sopravvivenza e la protezione dei più bisognosi e questa istituzione e lo Stato sociale."

Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl, ha chiuso la mattinata:

“Costruire una nuova Europa inclusiva dipende anche da noi: se la spaccatura generazionale nel nostro Paese non si è verificata, è solo grazie alla famiglia, ed in modo particolare grazie ai nostri anziani."

In foto, da sinistra: Fitoussi, Sapelli, Bartolini, Campiglio