Manifestazione nazionale unitaria #FuturoalLavoro.

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11/02/2019



Didonè: grazie a tutti i pensionati e non per la partecipazione a questa grande manifestazione

“Grazie, grazie di cuore di essere qui a riempire questa piazza che per il popolo del lavoro ha un significato grande. Quello di oggi, lo diciamo con orgoglio, è un momento importante per la storia sindacale del nostro Paese”. Così la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, nel suo intervento dal palco di Piazza San Giovanni nel corso della manifestazione unitaria #FuturoalLavoro indetta da Cgil, Cisl, Uil per cambiare la linea economica del governo e  “chiedere interventi concreti per lavoratori e pensionati, per i giovani, per lo sviluppo, la crescita ed i diritti sociali”.

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“Qui c'e' l'Italia reale, di chi vive un'esistenza di fatica e onesta', che con passione e competenza ha fatto crescere e portato avanti il Paese. E' importante avere ricevuto l'adesione di tante associazioni. Abbiamo molti motivi per stringerci insieme e essere orgogliosi. E ai professionisti della realta' virtuale, a chi lancia slogan sui social, diciamo uscite dalla finzione, venite qui, guardate queste bandiere, guardate questa piazza. Con una diretta Facebook e tweet pretendono di racchiudere in poche battute la complessità della realtà”.

“Oggi il governo ha una chance bellissima. Uscire dalla retorica della crescita che non c'è ed entrare nel confronto per la crescita. Con noi lo chiedono tante imprese. Senza crescita non c'e' futuro per il nostro Paese. Bisogna affrontare i problemi veri del Paese. Se le cose vanno avanti così, non ci crede più nessuno. Cala il pil, cala la produzione industriale. Ma come si fa a dire che il 2019 sara' un anno incredibile?”. E' critica la Segretaria della Cisl verso il Governo e torna ad invitarlo ad aprire al più presto un confronto con il sindacato.  “Apriamo un confronto vero per rilanciare la crescita. Perche' senza la crescita non c'e' lavoro e senza lavoro non c'e' dignita'. Caro governo, caro presidente – esorta Furlan –  tante persone, centinaia di migliaia sono qui oggi a chiederlo, anche le imprese, e lo facciamo insieme. Le nostre bandiere di colore diverso – ha aggiunto – sono una accanto all'altra, unite a raccontare una vicenda lunga, comune, a ricordare che i sindacati confederali hanno saputo rappresentare una bella storia nel nostro Paese, soprattutto nei momenti piu' difficili. Abbiamo motivi per stringerci assieme ed essere orgogliosi. Orgogliosi di 12 milioni di lavoratori e lavoratrici e pensionati e pensionate che rappresentiamo. Insieme facciamo ripartire l'Italia. –  rivendica Furlan – Perché si sblocchino le infrastrutture, si investa su crescita formazione e sulla Pubblica Amministrazione, perché si dia dignità al lavoro e al suo popolo, noi oggi siamo qui – sottolinea – Abbiamo già detto queste cose al governo, ahinoi inascoltati” – tiene a ricordare. “80 miliardi di investimenti bloccati, 40 mila posti di lavoro bloccati. Si sblocchino questi investimenti, si dia un futuro al nostro paese – ribadisce -. Si sta mettendo in ginocchio l'Italia, dalla Tav alle tante opere bloccate nel nord e nel sud. L'Italia ha bisogno di infrastrutture. Dopo tanti anni di una crisi tremenda avevamo iniziato a rialzare la testa e ad avere una speranza nel futuro. Oggi invece si parla di recessione tecnica, cala la produzione industriale. Solo lo spread sale abbattendo salari e pensioni, alzando i mutui italiani. Svegliatevi: l'Italia reale ha bisogno di collegamenti. L'Italia deve essere il ponte sul Mediterraneo e verso la nostra Europa”. E a proposito di Europa,  Furlan dice basta “con questo atteggiamento muscolare, con un linguaggio insopportabile. Non può essere continuamente un botta e risposta. Noi vogliamo un'Europa del lavoro e del popolo. Noi vogliamo l'Europa della solidarietà e vogliamo salvare le vite umane” aggiunge toccando il tema dei migranti.  Parla poi di sicurezza sul lavoro: “Non è possibile che lavorare possa significare morire”.

E poi sui pensionati:  “Non sono l'Avaro di Molière, sono quelli che hanno costruito il nostro Paese e hanno diritto a rispetto e dignità”. Basta, prosegue “con i pensionati usati come bancomat del governo e tanti anni di blocco della perequazione” sottolinea ancora la leader della Cisl insistendo sulla necessità di “una vera riforma previdenziale”
“Quota 100 “è uno strumento in più, ben venga. Ma c'è tutto un mondo che non arriva a 38 anni dicontributi, a partire dalle donne: anche a tutti loro dobbiamo una risposta. Così come non ci sono pensioni di garanzie per i giovani. Perché – domanda Furlan – non hanno accolto la nostra proposta: per le donne riconoscere un anno di contributi per ogni figlio è fondamentale”.

La segretaria generale della Cisl parla poi del reddito di cittadinanza, segnalando che si tratta di una misura piu' a favore dei single che delle famiglie e difende i disoccupati in cerca di lavoro. “Quando uno e' disoccupato non e' un lazzarone sul divano, e' uno in cerca di lavoro. Ma dove ci sono tre offerte di lavoro per ogni disoccupato? Ci sono aree del Paese dove ci sono tre offerte ogni 40 mila disoccupati. Il lavoro non si fa con i navigator ma con gli investimenti. I nostri giovani – conclude Furlan – devono espatriare, andare altrove a portare la loro voglia di cambiare, la loro conoscenza, la loro voglia di futuro, ma noi li vogliamo qua. A mettere su il futuro”.

Dal palco anche gli  interventi dei segretari generali di Cgil e Uil Maurizio Landini e Carmelo Barbagallo.

Landini comizio ”Quella rottura che si era determinata ben prima del 4 marzo tra chi lavorava e la politica oggi ha trovato una piazza per farsi ascoltare e chiede al sindacato di rappresentarli. Non di sostituirsi alla politica ma di rappresentarli proprio per difendere i propri diritti sul terreno del lavoro” . Ha dichiarato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, dal Palco di Piazza San Giovanni. “E' una domanda molto importante perche' questa e' una piazza unitaria. Qui Cgil, Cisl e Uil sono stati capaci di mettere insieme proposte e di essere interlocutori di una parte consistente del paese, noi dobbiamo continuare su questa strada. E' un segnale molto bello – ha aggiunto – avevamo capito che qualcosa stava succedendo, non a caso siamo passati da piazza del Popolo a piazza San Giovanni. C'e' tanta gente ma soprattutto c'e' tanta voglia di esserci quindi di partecipare e di farsi ascoltare”.

Barbagallo comizio ”A Piazza San Giovanni, una folla cosi' immensa non la si vedeva da molti anni. Il Governo ne tenga conto”. Così il leader della Uil, Carmelo Barbagallo, soddisfatto per la perfetta riuscita della manifestazione. “Sono cosi' tanti – ha chiosato Barbagallo – che non siamo riusciti a contarli! C'e' tanta voglia di partecipare alla rinascita del Paese. Il Governo non sia autoreferenziale, ascolti i lavoratori e cerchi di trovare le soluzioni insieme alle parti sociali. Non siamo contro il Governo, ma chiediamo di essere convocati” .