Basta fare con le pensioni!

Basta fare con le pensioni!

Notizie

14/01/2019



Manifestazione Unitaria a Milano

Ci risiamo: continuano le vessazioni contro i pensionati e le pensionate!!! Cambiano i politici, cambiano i governi, ma quando
chi governa ha bisogno di trovare “soldi” mette sempre le mani in tasca ai pensionati.


Fare cassa con le pensioni è più facile, immediato e sicuramente meno complicato politicamente rispetto allo stanare gli evasori fiscali, a far emergere
caporalato e lavoro nero, a intervenire sui grandi patrimoni e altri redditi.
Il Governo in carica non ha rispettato gli accordi sottoscritti in precedenza con Cgil Cisl Uil che prevedevano la rivalutazione su fasce di importo a scaglioni,
più equo per i pensionati. Con il raffreddamento dell'indicizzazione delle pensioni ha scelto, invece, di togliere soldi ai pensionati per finanziare altre
misure promesse in campagna elettorale.
Pertanto, chi oggi riceve una pensione fino a 1.522 € lordi mensili (pari quindi a tre volte il minimo 2018) potrà continuare a contare sul 100% di rivalutazione
legata all'inflazione. Per gli altri pensionati, che percepiscono assegni superiori, il nuovo meccanismo introdotto prevede una stretta che comporterà una
perdita per tutto il resto della vita da 63 € fino a 405 € lordi anno a partire dal 2019. Soldi persi per tutta la vita che si vanno a sommare ai tagli precedenti.
Una pensione che sarebbe dovuta aumentare del 90% o del 75%, rispetto all'1,1% di inflazione definitiva per il 2018, viene ridotta al 77% o al 52% con
buona pace del duo Salvini - Di Maio che dichiaravano “nessuno prenderà un euro di meno!”.
È la solita storia: altro che Governo del cambiamento! Ancora una volta, come sempre, i pensionati sono stati ulteriormente penalizzati!
Una mossa ingiusta e inaccettabile contro persone che hanno lavorato una vita intera, versando anni di contributi che sono serviti anche a coprire le spese
per i trattamenti sociali e di assistenza. Non stiamo parlando di “ricchi paperoni” ma bensì di dignitosi pensionati che portano a casa tra i 1.200 € e i
2.000 € netti al mese, dopo aver versato le tasse sulle pensioni più alte in Europa.
La rivalutazione delle pensioni è una questione di equità. Da anni chiediamo che venga finalmente riconosciuto ai trattamenti pensionistici un meccanismo
di rivalutazione che risponda ai reali bisogni di milioni di pensionati, che permetta davvero di non far perdere il potere di acquisto delle pensioni.

Il rancore e la sfiducia degli italiani sono in continuo aumento!!!
E in questo Paese dove la corruzione, e le diverse mafie condizionano pesantemente economia e politica, si sente poco parlare
della necessità di contrastare tali fenomeni.


Questo Governo non parla più di lotta all'evasione fiscale, anzi proclama unilateralmente una comoda e vergognosa “pace tombale” con gli evasori, con
il saldo e lo stralcio delle cartelle! Un vero e proprio schiaffo in faccia a lavoratori e pensionati che versano il 90% del carico fiscale del Paese, prima ancora
di ricevere lo stipendio e/o l'assegno della pensione.
I lavoratori e pensionati italiani sono i più tartassati in Europa. Da tempo “per un fisco più equo e giusto” chiediamo una riforma complessiva del sistema
fiscale per cambiare il Paese, per la ripresa dei consumi e la crescita, per rafforzare i redditi di pensionati e lavoratori.
Il vero cambiamento per questo Paese sarebbe dividere la previdenza dall'assistenza. Il vero cambiamento per questo Paese sarebbe smettere di prendere
in giro i contribuenti onesti e invece perseguire efficacemente i disonesti!

I sindacati pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Uil Lombardia sono contro questa politica che non dice nulla sulla necessità di rilanciare una legge sulla non autosufficienza e un'idea sociale di welfare europeo. Non dice nulla su investimenti per lo sviluppo del Paese e la concreta realizzazione di lavoro per i giovani e non.


Inoltre, Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Uil Lombardia denunciano un difficile rapporto con regione Lombardia sui temi del welfare e della sanità, dalla quale attendiamo
da tempo risposte concrete alle problematiche degli anziani. Con “Anziani 3.0 - Valore sempre” i sindacati dei pensionati della Lombardia hanno elaborato e inviato alla Regione precise proposte tese a migliorare la qualità sociale di pensionate e pensionati. Chiediamo interventi su: diminuzione delle rette e delle liste di attesa in Rsa, aumento dei posti letto contrattualizzati in Rsa, aumento dell'assistenza domiciliare, liste d'attesa per visite ed esami, la costituzione di un fondo regionale dedicato alla non autosufficienza, un efficace sistema di ammissioni e dimissioni protette.

LA POSIZIONE DI SPI CGIL, FNP CISL, UILP UIL LOMBARDIA:
- riavviare il confronto con il Governo per difendere il potere d'acquisto delle pensioni, attuali e future;
- una riforma del fisco equa e giusta con una riduzione della tassazione su lavoro e pensioni;
- approvazione di una legge sulla non autosufficienza per tutelare le persone fragili;
- ottenere da regione Lombardia un contenimento delle rette nelle Rsa e una diminuzione dei tempi d'attesa per le visite sanitarie.


Invitiamo cittadini e pensionati a partecipare alle mobilitazioni nazionali, regionali e territoriali di Cgil Cisl Uil per riaprire un confronto con il Governo e raggiungere questi obiettivi.